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Gli inventori di Skype hanno saputo vedere oltre
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Pionieri: gli inventori di Skype hanno saputo vedere oltre

Niklas Zennström e Janus Friis hanno dato vita a un programma che a distanza di anni ci aiuta a restare in contatto. Anche, e soprattutto, in emergenza.

Chi l’avrebbe mai immaginato che nel 2020 su Skype si sarebbero celebrati i matrimoni, discusse le tesi di laurea e organizzati aperitivi tra amici? Probabilmente i due ideatori di Skype immaginarono un futuro come questo nel 2003, forse senza il contesto inaspettato di una pandemia.

Parliamo di Niklas Zennström e Janus Friis, i due imprenditori svedesi che hanno dato alla luce Skype nell’agosto del 2003.
Diciassette anni fa il mondo era diverso ma non solo: anche internet era diverso da come lo conosciamo oggi. I telefoni cellulari si stavano diffondendo sempre di più ma il telefono fisso era ancora alla base della comunicazione tra le persone distanti. In questo contesto è nato Skype, un programma che sfrutta il collegamento a internet per effettuare chiamate gratis o a costi irrisori.

Oggi abbiamo un po’ dimenticato la rivoluzione che Skype ha portato nel 2003. Zennström e Friis hanno colto il potere della tecnologia Voice Over IP permettendo così di digitalizzare le chiamate e veicolare i messaggi sotto forma di pacchetti di dati in rete. Ecco che allora bastava avere un computer e un collegamento a internet per poter effettuare chiamate gratis con chiunque altro avesse a disposizione gli stessi strumenti. I primi a trarne beneficio sono state le persone molto lontane tra di loro (al tempo infatti, le chiamate all’estero erano costose) ma a poco a poco Skype si è diffuso in tutti i computer. Il motivo è semplice e si riassume in due parole “chiamate gratis”.

Zennström e Friis sono stati determinati, non solo nel recepire un bisogno, ma anche nella capacità di reagire al cambiamento. Dopo aver lanciato Skype infatti le compagnie telefoniche hanno provato a ribellarsi, a contrastare la rivoluzione portata dal nuovo programma. Ma non è servito perché i due ideatori svedesi hanno visto le potenzialità di Skype nel futuro e hanno creato un programma comodo e facile da usare. Due ingredienti indispensabili per il successo!

Dal 2003 a oggi, Skype è cambiato. Non solo nelle funzionalità ma anche nella proprietà. Nel 2005 infatti la società Skype è stata acquistata da ebay e nel 2011 da Microsoft. Dei due ideatori, solo Niklas Zennström attualmente fa parte del consiglio di amministrazione di Skype.

Per quanto riguarda invece le funzionalità non si contano le evoluzioni che ha avuto il programma: dalle chat di gruppo alla condivisione dello schermo del computer, fino alla registrazione delle chiamate. Tuttavia ha mantenuto quella praticità e quella semplicità d’uso che Zennström e Friis hanno voluto fin dall’inizio, consapevoli che Skype non sarebbe morto da lì a qualche anno, ma sarebbe sopravvissuto per anni e acquistato più forza in tempo di emergenza.

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Non a caso il nome Skype è la fusione della parola “Sky” (cielo) e “peer to peer” (il modello di comunicazione). È la leggerezza unita all’usabilità che oggi ci fa ancora preferire Skype per tenerci in contatto. Nonostante negli anni siano nati programmi simili e per alcuni aspetti più ricchi di funzionalità, Skype è sempre rimasto ancorato al nostro bisogno primario di essere umani: restare in contatto.

Oggi più che mai, infatti, ne abbiamo bisogno. Lo dimostrano i dati diffusi dalla stessa Microsoft: oggi 40 milioni di persone usano Skype ogni giorno. Rispetto ai mesi precedenti alla quarantena causata dal Coronavirus, l’aumento dell’utilizzo è stato del 70% e le chiamate sono state del 220% in più. Molto probabilmente Niklas Zennström e Janus Friis non sono affatto stupiti da questi numeri, anzi. Se li aspettavano perché hanno sempre creduto in Skype, e continuano a farlo. Da pionieri, hanno aperto una nuova via. Con lo stesso coraggio con cui oggi noi scegliamo gli strumenti più innovativi per far fronte all’emergenza, Zennström e Friis nel 2003 hanno visto in Skype le potenzialità che andavano oltre il tempo che stavano vivendo.

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