Olivetti: 4 spunti per il 2020

ricavati dalla sua storia aziendale iniziata 112 anni fa
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Olivetti: 4 spunti per il 2020 ricavati dalla sua storia aziendale iniziata 112 anni fa

Il giorno del 29 ottobre 1908 è un po’ difficile da immaginare in questo 2020 agitato e pienamente immerso nel digitale. Però è proprio in quel giorno che nacque l’Olivetti, un’azienda che nonostante gli alti e i bassi ha saputo prendere le decisioni con coraggio. Ed è proprio da questa audacia, di cui sicuramente Camillo Olivetti era carico in quel 29 ottobre, che vogliamo partire per ritrovare 4 spunti utili per questo momento storico non facile, ma che tutti dobbiamo affrontare.

Essere pionieri paga perché permette di andare oltre

Olivetti ha saputo gestire un mercato in continua evoluzione aprendosi, con più o meno fortuna, alle nuove frontiere dell’elettronica, dell’informatica e delle telecomunicazioni. Così facendo l’azienda è riuscita a raggiungere una discreta eccellenza in questi settori.
Dietro a questi successi ci sono azioni che tutti i pionieri compiono: fare investimenti orientati alla ricerca e creare un ambiente attento all’innovazione, all’approccio multidisciplinare e ai rapporti internazionali.
Ne è un esempio questo pezzo di storia aziendale raccontato sul sito StoriaOlivetti: in uno dei suoi viaggi negli USA, Adriano Olivetti, prese ad esempio l’applicazione del lavoro nelle fabbriche americane per poi adattarlo nella sua azienda. Racconta il progettista Natale Capellaro: “dividemmo la lavorazione della macchina in otto fasi e ottenemmo quindi che ogni operaio, cui avevamo diminuito la responsabilità del prodotto, potesse perfezionarsi in un determinato lavoro che sarebbe sempre stato il suo, fino a farlo diventare un vero professore di quella fase”.
Essere pionieri, dunque, significa anche studiare l’innovazione e replicarla dove possibile. Farlo oggi vuol dire avere un vantaggio competitivo enorme e anche andare oltre la sopravvivenza. Infatti il settore dell’Information Technology italiano è nato proprio grazie a Olivetti e allo status che l’ha posizionata al pari dei colossi dell’informatica mondiale con la produzione della prima macchina da scrivere elettronica e i primi personal computer (M20 e M24).

Essere determinati è indispensabile per resistere ai cambiamenti

Nel corso degli anni l’Olivetti ha dovuto affrontare diverse sfide e per farlo è andata incontro a tante trasformazioni. Anche profonde. Al di là dell’esito di queste trasformazioni, l’azienda ha avuto il merito di non perdere mai la determinazione, di continuare a rialzarsi anche dopo le sconfitte. E questo è di certo un grande insegnamento per affrontare le incertezze che dominano questo primo ventennio del XXI secolo.
L’Olivetti si è trovata a reinventare il lavoro per fronteggiare i cambiamenti della tecnologia e dei mercati ma anche quelli relativi all’esigenza di flessibilità organizzativa e alla riallocazione di attività produttive verso imprese e aree a minor costo. Tutte problematiche che spesso l’azienda ha affrontato con soluzioni innovative, attente anche agli aspetti sociali del lavoro, come vedrai nel prossimo spunto.

Il valore unico della propria squadra di lavoratori

L’Olivetti è famosa per aver dato vita a un ambiente particolare, che negli anni è stato definito “l’orgoglio Olivetti”. L’espressione dello spirito di iniziativa e delle capacità personali era estremamente libera. In azienda si respirava la cultura tecnico-ingegneristica ma anche quella umanistica. Ed è così che sono emersi personaggi di grande valore e che si è rafforzato lo spirito di squadra. Ci sono stati casi di operai che sono diventati direttori generali e casi di intellettuali e umanisti che hanno ricoperto cariche importanti. Inoltre non è mancata la figura di una tra le prime donne manager di grandi aziende italiane: Marisa Bellisario.
L’insegnamento che possiamo trarre è questo: creare un ambiente fervido e positivo mette le basi al cosiddetto “orgoglio aziendale”, alla consapevolezza di essere parte di una squadra affiatata in cui si lavora bene e in cui si possono fare grandi cose.

L’importanza di trasmettere sempre qualcosa

L’Olivetti ha sempre considerato l’estetica e il design aspetti importanti per la funzionalità del prodotto e il successo dell’impresa. Inoltre ha sempre utilizzato la grafica pubblicitaria per ricercare soluzioni gradevoli e trasmettere un’immagine positiva e veritiera dell’azienda.
Negli anni ‘50 è stata leader incontrastata nella tecnologia meccanica dei prodotti per ufficio con la macchina da scrivere Lettera 22. Una giuria internazionale l’ha definita “il primo dei cento migliori prodotti degli ultimi cento anni”. Ed è proprio per questo che oggi tutti collegano le macchine da scrivere all’Olivetti; l’azienda è riuscita a trasmettere un messaggio chiaro: “realizziamo macchine da scrivere e siamo bravi a farlo”.
Anche oggi, forse molto più di allora, è importante curare gli aspetti estetici e design: non tanto per farsi belli agli occhi degli altri ma proprio per mandare un messaggio chiaro e trasmettere valori importanti.

Speriamo che questi spunti possano esserti utili nel tuo lavoro, sia per distinguerti come system integrator o azienda, ma anche per affrontare le sfide che il futuro ci riserva.

Photo credits: Austin Calhoon

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